Brutte notizie per il prosieguo dell’istruttoria del Piano di riequilibrio finanziario pluriennale sul quale l’amministrazione Limardo ha puntato tutto nel tentativo di poter evitare il secondo dissesto finanziario di Palazzo Luigi Razza, in quanto l’ente oggi ha una esposizione pari a 25 milioni di euro. Il Dipartimento per gli affari interni e territoriali del ministero dell’Interno ha, infatti, scritto nei giorni scorsi al Comune di Vibo Valentia chiedendo di fornire, entro il tempo massimo di trenta giorni dal ricevimento della missiva, ulteriori delucidazioni sul documento contabile inviato ad agosto scorso dal Comune capoluogo al ministero e alla Corte dei Conti proprio al fine di poter evitare un ulteriore default.

Dunque, così come confezionato fino ad oggi dall’assessore al Bilancio Maria Teresa Nardo, il Piano di riequilibrio deve avere convito decisamente poco i tecnici contabili del dicastero romano, che hanno così sollecitato una richiesta di istruttoria mettendo di fatto in discussione il documento economico in questione. Insomma, si vuole vedere meglio e di più. Si chiede di entrare nel dettaglio e nel merito di alcune misure finanziarie adottate all’interno del testo contabile e capire se realmente queste saranno in grado o meno di raggiungere nel tempo l’obiettivo del risanamento del debito da parte dell’ente. 

Dal controllo complessivo eseguito sulle carte del Piano di riequilibrio inoltrato dagli uffici finanziari di Palazzo Luigi Razza, a parere dei tecnici del ministero risulta, dunque, necessario ottenere ulteriori elementi integrativi. Questo per poter valutare da un lato la validità delle misure adottate dal Comune per rafforzare la propria posizione finanziaria e, dall’altro, per stabilire la capacità delle misure stesse prese in considerazione per poter garantire stabilità alla gestione economica dell’ente. All’amministrazione del capoluogo è stato, inoltre, richiesto da parte dei tecnici di inviare eventuali provvedimenti che il Comune ritenesse necessario adottare in virtù delle integrazioni sollecitate dal ministero. 

In particolare, all’amministrazione Limardo è stata richiesta la compilazione della tabella riepilogativa riguardante la riscossione dei tributi locali e delle entrate patrimoniali, nonché di fornire notizie circa i debiti fuori bilancio presenti nell’esercizio finanziario del 2019. Infine, sempre i tecnici del dicastero romano hanno fatto sapere ai vertici di Palazzo Razza di volere la quantificazione e la previsione delle misure necessarie per ripristinare l’equilibrio strutturale del Bilancio (ossia le misure atte a ripristinare l’equilibrio entro il tempo previsto dal Piano che è di 15 anni dal momento della sua eventuale adozione) e di illustrare nel dettaglio il disavanzo di amministrazione (che è appunto di 25 milioni di euro) mendiate una apposita tabella. 

Solo dopo avere ottenuto tali e ulteriori integrazioni, quindi, al ministero si potrà decidere se il Piano di riequilibrio sarà valido o meno. 

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