«Non posso e non voglio fare notizia perché non faccio altro che il mio lavoro»: sono queste le parole con le quali la preside degli istituti tecnici Industriale e Geometri di Vibo Valentia, Maria Gramendola, esordisce durante una chiacchierata informale e casuale. Erano altri i motivi per i quali eravamo presenti presso le scuole vibonesi e, nell’occasione, non sono sfuggiti all’occhio spazi interni agli edifici da poco imbiancati, puliti e riqualificati, per quanto possibile. Come? Con le sole risorse interne, sia quelle economiche sia e soprattutto quelle umane. La stessa cosa vale per l’esterno dove la Gramendola ha provveduto a far ripulire dalle erbacce e reso vivibili e fruibili anche gli spazi all’aperto, oltre a pretendere un’azione di civiltà, avviando la raccolta differenziata che sta funzionando perfettamente. Instancabile, ama il suo lavoro e lo svolge con la convinzione e la consapevolezza che dalla scuola dipende il futuro dei ragazzi e della società e,  per questo, ogni istituto dovrebbe essere accogliente ed essere considerato uno spazio all’interno del quale crescere, formarsi e trovare la propria strada e la propria identità. E la Gramendola ha voluto fortemente queste scuole da guidare per educare gli studenti e per trasmettere loro l’amore per il sapere. Non è facile avere a che fare con delle fragilità, delle situazioni particolari che hanno visto spesso i giovani fare a pugni con il mondo, ribellarsi, trasgredire fino a rifiutare l’idea di studiare, di andare a scuola, rinnegando oltre che il proprio dovere anche il proprio diritto all’istruzione. La dirigente scolastica, presso questi istituti vibonesi ha affermato l’ordine e, soprattutto, la collaborazione come valore imprescindibile per far in modo che tutto funzioni. E la preside Gramendola, restia ad accettare i complimenti per aver fatto dell’Iti e dell’Itg  istituti “modello”, ha voluto sottolineare che «non è nulla di speciale e che tutto fa parte della normalità. Piuttosto, qui c’è solo un’organizzazione orizzontale e se abbiamo raggiunto determinati obiettivi è grazie alla sinergia tra tutto il personale e non merito di qualcuno in particolare». Insomma, una bella storia.

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