VIBO VALENTIA – Il preside Giacinto Namia, il direttore del Sistema Bibliotecario Vibonese Gilberto Floriani e la giovanissima scrittrice 14enne Lida Michela Carullo: tre generazioni a confronto, tre rappresentanti vibonesi della cultura e dell’evoluzione della societ à, tre modi diversi di pensare ed interpretare la socialit à. NoidiCalabria ha voluto fare un viaggio storico-culturale nella Vibo del passato, del presente e proiettata nel futuro, attraverso queste tre autorevoli personalit à del mondo della cultura vibonese, per interrogarsi &ndash sulla base della storia e dell’attualit à &ndash su quali saranno le prospettive per l’avvenire, per i giovani di oggi e gli adulti del domani.

Abbiamo fatto un tuffo nella Vibo che fu , incontrando il preside Giacinto Namia, uomo di particolare spessore culturale che ha dedicato la sua vita allo studio ed alla scuola, sia come autore di diverse opere e sia prima come insegnante e poi &ndash per anni ed anni &ndash come dirigente scolastico del Liceo Classico &ldquoMichele Morelli&ldquo. Con lui abbiamo ripercorso la storia di Vibo Valentia e ricordato il giardino sul mare che non conosceva la parola &ldquocrisi’ ma che vantava un’identit à culturale ed un senso di appartenenza alla citt à che rendeva orgogliosi i vibonesi.

Dai greci ai romani, attraverso i monumenti, le Mura Greche e tutte le testimonianze di un passato importante di civilt à, del quale troppo spesso ci dimentichiamo, in un viaggio per la ‘Monteleone del passato che si è inserita nella storia d’Italia con i moti carbonari del 1820 e con i fratelli Morelli’ per poi passare all’epoca del fascismo e, nel 1924, ‘al nome di &ldquoVibo Valentia’, dato alla citt à &ndash ha spiegato il preside – sotto l’influsso della romanit à predicata ed esaltata dal regime che ha visto emergere quel Luigi Razza ministro e persona dal grande profilo morale e politico, quell’epoca che ha dato vita a Corso Umberto I’. Ed il dirigente scolastico ha ricordato figure rilevanti come ‘il poeta Vincenzo Ammir à, il conte Vito Capialbi, lo studioso Crispo ed i tanti che sono stati protagonisti dei tempi belli della Vibo Valentia del passato e, con un salto nell’attualit à, tra gli altri, ‘menzione particolare per l’antropologo Vito Teti, scrittore di assoluto rilievo’ . Commosso, il preside Namia ha ricordato gli anni alla guida del Liceo Classico, a contatto con gli studenti. Un intellettuale al servizio della scuola, insignito del riconoscimento di &ldquoOperatore d’oro’ nel 2017, Namia è testimone di un passato glorioso e del suo declino in un presente tutt’altro che rassicurante.

A tu per tu con l’attualit à, NoidiCalabria ha rintracciato nel direttore del Sistema Bibliotecario Vibonese, Gilberto Floriani, un rappresentante della cultura del presente, al quale ne ha affidato l’interpretazione. Valorizzazione del patrimonio, interpretazione delle tendenze del mercato, aumento della produttivit à, &ldquoritorno’ ai lavori tradizionali e la promozione dello sport, quale fenomeno di inclusione ed integrazione, potrebbero essere risposte concrete anti crisi ed il direttore ha argomentato, in merito, il suo punto di vista sulla Vibo del presente.

‘La societ à vibonese attuale è lo specchio di una realt à che vive un momento particolare – ha detto Floriani che poi ha evidenziato – Nonostante tutto, Vibo non è un deserto e, per cambiare la citt à, bisogna guardare con fiducia soprattutto alle scuole che danno un contributo determinante nella formazione’. E per superare questa crisi identitaria e culturale, Floriani ha ritenuto che ‘bisognerebbe partire dalla valorizzazione di ciò che abbiamo e che funziona bene, dal polo museale, al conservatorio di musica ed &ndash ha precisato &ndash anche al Sistema Bibliotecario stesso, realt à che ha accolto la sfida del presente e, nonostante la crisi delle attivit à culturali, si fa promotrice di iniziative di rilievo, prima tra tutte il &ldquoFestival Leggere &ampScrivere”. E su come affacciarsi su un futuro più roseo per la citt à, Floriani ha sottolineato che ‘si dovrebbe portare avanti una programmazione a lungo termine e sarebbe necessario che le istituzioni coinvolgessero ed impegnassero anche le diverse associazioni che operano sul territorio e tutta la comunit à, affinché ognuno faccia la sua parte. Altro modello a cui tendere è lo sport che a Vibo Valentia è di alto livello con la Vibonese e la Tonno Callipo impegnate in campionati nazionali’. E poi un’ulteriore soluzione che possa traghettare la comunit à vibonese verso un periodo si maggiore positiva stabilit à: ‘Abbiamo ricevuto un’eredit à importante e dobbiamo mantenere i valori del passato, attualizzarli e proiettarci verso il futuro anche con un ritorno ai mestieri tradizionali, ai quali bisognerebbe applicare le innovazioni tecnologiche: questa potrebbe essere una chance per far ripartire il tessuto produttivo e rivitalizzare la cultura del presente’.

Ed a disegnare il futuro e a regalare speranza a tutti coloro che pensano che il declino influenzer à la vita dei giovani ci ha pensato la talentuosa scrittrice 14enne Lida Michela Carullo, autrice del libro &ldquoImmersa nel caos’ e testimone che i figli di Vibo Valentia sono, ancora, portatori di cultura e prestigio. Classe 2005, Lida frequenta il liceo di scienze umane &ldquoVito Capialbi’ ma ha scritto il suo libro gi à all’et à di 11 anni, per riscriverlo poi a 12 perché si era ‘resa conto che la forma di scrittura utilizzata era banale rispetto a ciò che leggeva’. E la Carullo scrive con il chiaro obiettivo di sensibilizzare i giovani alla lettura ma la sua opera nasce in un contesto di solitudine, in una citt à marginalizzata, abbandonata e che si è arresa al suo declino. ‘Nella lettura e nella scrittura ho trovato compagnia e conforto’ ha detto la giovanissima autrice che ama i grandi classici ed il fantasy e che ritrova il suo libro preferito in &ldquoOrgoglio e pregiudizio’. Ad insaputa dei suoi genitori, ha scritto &ldquoImmersa nel caos’ per poi presentarlo a loro solo una volta ultimato. Il libro è stato pubblicato nel febbraio 2019 da &ldquoLa Rondine Edizioni’ ed è gi à andato in ristampa nel luglio scorso. E la Carullo, nonostante la sua et à giovanissima, ha dimostrato una grande sensibilit à nel trattare temi e problematiche sociali, quali la solitudine, il lutto, abusi, adozioni ed un tentativo di suicidio. Argomenti delicati che &ndash seppur non abbiano mai riguardato ed interessato direttamente l’autrice &ndash sono stati trattati con una tale profondit à e poi archiviati con la forza di volont à di ripartire. E da qui, la giovane, ha fatto il parallelismo con la citt à ‘Se ci sono delle difficolt à vanno affrontate e bisogna armarsi di coraggio per crescere’.

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VIBO VALENTIA - Il preside Giacinto Namia, il direttore del Sistema Bibliotecario Vibonese Gilberto Floriani e la giovanissima scrittrice 14enne Lida Michela Carullo: tre generazioni a confronto, tre rappresentanti vibonesi della cultura e dell'evoluzione della societ à, tre modi diversi di pensare ed interpretare la socialit à. NoidiCalabria ha voluto fare un viaggio storico-culturale nella Vibo del passato, del presente e proiettata nel futuro, attraverso queste tre autorevoli personalit à del mondo della cultura vibonese, per interrogarsi &ndash sulla base della storia e dell'attualit à &ndash su quali saranno le prospettive per l'avvenire, per i giovani di oggi e gli adulti del domani.

Abbiamo fatto un tuffo nella Vibo che fu , incontrando il preside Giacinto Namia, uomo di particolare spessore culturale che ha dedicato la sua vita allo studio ed alla scuola, sia come autore di diverse opere e sia prima come insegnante e poi &ndash per anni ed anni &ndash come dirigente scolastico del Liceo Classico &ldquoMichele Morelli&ldquo. Con lui abbiamo ripercorso la storia di Vibo Valentia e ricordato il giardino sul mare che non conosceva la parola &ldquocrisi' ma che vantava un'identit à culturale ed un senso di appartenenza alla citt à che rendeva orgogliosi i vibonesi.

Dai greci ai romani, attraverso i monumenti, le Mura Greche e tutte le testimonianze di un passato importante di civilt à, del quale troppo spesso ci dimentichiamo, in un viaggio per la 'Monteleone del passato che si è inserita nella storia d'Italia con i moti carbonari del 1820 e con i fratelli Morelli' per poi passare all'epoca del fascismo e, nel 1924, 'al nome di &ldquoVibo Valentia', dato alla citt à &ndash ha spiegato il preside - sotto l'influsso della romanit à predicata ed esaltata dal regime che ha visto emergere quel Luigi Razza ministro e persona dal grande profilo morale e politico, quell'epoca che ha dato vita a Corso Umberto I'. Ed il dirigente scolastico ha ricordato figure rilevanti come 'il poeta Vincenzo Ammir à, il conte Vito Capialbi, lo studioso Crispo ed i tanti che sono stati protagonisti dei tempi belli della Vibo Valentia del passato e, con un salto nell'attualit à, tra gli altri, 'menzione particolare per l'antropologo Vito Teti, scrittore di assoluto rilievo' . Commosso, il preside Namia ha ricordato gli anni alla guida del Liceo Classico, a contatto con gli studenti. Un intellettuale al servizio della scuola, insignito del riconoscimento di &ldquoOperatore d'oro' nel 2017, Namia è testimone di un passato glorioso e del suo declino in un presente tutt'altro che rassicurante.

A tu per tu con l'attualit à, NoidiCalabria ha rintracciato nel direttore del Sistema Bibliotecario Vibonese, Gilberto Floriani, un rappresentante della cultura del presente, al quale ne ha affidato l'interpretazione. Valorizzazione del patrimonio, interpretazione delle tendenze del mercato, aumento della produttivit à, &ldquoritorno' ai lavori tradizionali e la promozione dello sport, quale fenomeno di inclusione ed integrazione, potrebbero essere risposte concrete anti crisi ed il direttore ha argomentato, in merito, il suo punto di vista sulla Vibo del presente.

'La societ à vibonese attuale è lo specchio di una realt à che vive un momento particolare - ha detto Floriani che poi ha evidenziato - Nonostante tutto, Vibo non è un deserto e, per cambiare la citt à, bisogna guardare con fiducia soprattutto alle scuole che danno un contributo determinante nella formazione'. E per superare questa crisi identitaria e culturale, Floriani ha ritenuto che 'bisognerebbe partire dalla valorizzazione di ciò che abbiamo e che funziona bene, dal polo museale, al conservatorio di musica ed &ndash ha precisato &ndash anche al Sistema Bibliotecario stesso, realt à che ha accolto la sfida del presente e, nonostante la crisi delle attivit à culturali, si fa promotrice di iniziative di rilievo, prima tra tutte il &ldquoFestival Leggere &Scrivere''. E su come affacciarsi su un futuro più roseo per la citt à, Floriani ha sottolineato che 'si dovrebbe portare avanti una programmazione a lungo termine e sarebbe necessario che le istituzioni coinvolgessero ed impegnassero anche le diverse associazioni che operano sul territorio e tutta la comunit à, affinché ognuno faccia la sua parte. Altro modello a cui tendere è lo sport che a Vibo Valentia è di alto livello con la Vibonese e la Tonno Callipo impegnate in campionati nazionali'. E poi un'ulteriore soluzione che possa traghettare la comunit à vibonese verso un periodo si maggiore positiva stabilit à: 'Abbiamo ricevuto un'eredit à importante e dobbiamo mantenere i valori del passato, attualizzarli e proiettarci verso il futuro anche con un ritorno ai mestieri tradizionali, ai quali bisognerebbe applicare le innovazioni tecnologiche: questa potrebbe essere una chance per far ripartire il tessuto produttivo e rivitalizzare la cultura del presente'.

Ed a disegnare il futuro e a regalare speranza a tutti coloro che pensano che il declino influenzer à la vita dei giovani ci ha pensato la talentuosa scrittrice 14enne Lida Michela Carullo, autrice del libro &ldquoImmersa nel caos' e testimone che i figli di Vibo Valentia sono, ancora, portatori di cultura e prestigio. Classe 2005, Lida frequenta il liceo di scienze umane &ldquoVito Capialbi' ma ha scritto il suo libro gi à all'et à di 11 anni, per riscriverlo poi a 12 perché si era 'resa conto che la forma di scrittura utilizzata era banale rispetto a ciò che leggeva'. E la Carullo scrive con il chiaro obiettivo di sensibilizzare i giovani alla lettura ma la sua opera nasce in un contesto di solitudine, in una citt à marginalizzata, abbandonata e che si è arresa al suo declino. 'Nella lettura e nella scrittura ho trovato compagnia e conforto' ha detto la giovanissima autrice che ama i grandi classici ed il fantasy e che ritrova il suo libro preferito in &ldquoOrgoglio e pregiudizio'. Ad insaputa dei suoi genitori, ha scritto &ldquoImmersa nel caos' per poi presentarlo a loro solo una volta ultimato. Il libro è stato pubblicato nel febbraio 2019 da &ldquoLa Rondine Edizioni' ed è gi à andato in ristampa nel luglio scorso. E la Carullo, nonostante la sua et à giovanissima, ha dimostrato una grande sensibilit à nel trattare temi e problematiche sociali, quali la solitudine, il lutto, abusi, adozioni ed un tentativo di suicidio. Argomenti delicati che &ndash seppur non abbiano mai riguardato ed interessato direttamente l'autrice &ndash sono stati trattati con una tale profondit à e poi archiviati con la forza di volont à di ripartire. E da qui, la giovane, ha fatto il parallelismo con la citt à 'Se ci sono delle difficolt à vanno affrontate e bisogna armarsi di coraggio per crescere'.

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