Italo Cucci, la penna storica del giornalismo sportivo italiano, è arrivato questa mattina a Vibo Valentia per presentare al Festival “Leggere&Scrivere” la sua ultima opera che racconta la vita bianconera di Giampiero Boniperti. Tra gli ospiti più attesi della kermesse vibonese, inaugurata ieri 15 ottobre e che si protrarrà fino a giorno 19, Italo Cucci, tra leggende ed aneddoti, ha raccontato la figura di un grande calciatore prima e di eccezionale presidente poi. L’incontro, promosso nell’ambito della manifestazione da NoidiCalabria, è stato moderato proprio dal direttore del giornale, Maurizio Insardà,  che con l’ex direttore del Corriere dello Sport ha ripercorso le tappe della vita di un campione come Giampiero Boniperti, uomo, calciatore e dirigente. Il volume, simile più ad una enciclopedia – la prefazione del quale  è stata affidata ad Alessandro Del Piero – vuole essere una testimonianza, per lo più fotografica, della storia che, oggi, continua a rappresentare un modello di stile, quello della Juventus.

« “Boniperti” nasce perché Boniperti è leggenda» ha detto il noto giornalista autore del libro rispondendo alla domanda relativa alla motivazione principale che lo ha spinto a a scrivere e realizzare l’opera. «Io scrivo solo di persone che ho realmente conosciuto» ha poi precisato Cucci sottolineando anche come «il periodo bonipertiano ha insegnato che si può diventare grandi dirigenti anche se si lavora in silenzio». Un uomo dalle poche parole, pronunciate le quali era capace, però, di caricarle di significato e contenuti. «Vincere non è importante ma è l’unica cosa che conta» è la frase che, ancora oggi, si tinge di bianconero ed è storicamente attribuita all’ex presidente della Vecchia Signora ed, infatti, conferma di quanto detto è stata la risposta dell’importante penna del giornalismo sportivo alla domanda su quale fosse il miglior pregio di Boniperti:«la sua autorevolezza silenziosa».  In merito alla prefazione a firma di Del Piero, Italo Cucci ha affermato che, di certo, non si tratta di casualità in quanto «la “Juventinità” dell’ex calciatore è qualcosa di garantito e Del Piero – ha sottolineato il giornalista – ha interpretato e compreso perfettamente che, nello stile Juventus, si può anche dire “addio” alla squadra del cuore». Il volume è articolato e sfogliando le sue pagine, attraverso le fotografie, si ripercorre la storia della Juventus e si scopre ulteriormente il mondo bianconero, sinonimo di una mentalità vincente. «I dirigenti juventini dovevano saper rappresentare la società, e non dire nulla di più di quando richiesto»  ha spiegato Cucci che ha anche precisato «E Giampiero Boniperti è stato come adottato dalla famiglia Agnelli ed è anche per questo motivo che è così leggendario». Per l’ex presidente la maglia bianconera è stata una seconda pelle, i colori sono ancora quelli del cuore ed, attualmente «non c’è un “Boniperti” in nessuna delle  società calcistiche italiane – ha spiegato Italo Cucci – perché non ci sono più le famiglie a capo delle stesse ed è proprio la famiglia – ha sottolineato il giornalista sportivo – che può fare la differenza. E, pertanto, è per questo che la Juve continua a fare ancora differenza». Ed a margine di un incontro particolarmente partecipato, Cucci ha concluso: «L’amore per una maglia non può mutare, le squadre di calcio non si cambiano. Cambiano gli stili e la Juve ha dato inizio ad un nuovo stile: quello della vittoria». Ed il volume  “Boniperti” racconta proprio lo stile della società. Racconta una leggenda.

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