VIBO VALENTIA &ndash Da un lato il campetto di calcio, dall’altro la scuola media &ldquoMurmura’: il quartiere S.Aloe, però – ed anche se non si nota – ospita pure una serie di domus romane caratterizzate dalla pavimentazione realizzata con mosaici policromi. Un sito archeologico di particolare importanza per la citt à che include al suo interno anche un complesso termale. Ma, nonostante l’eccezionale bellezza del patrimonio archeologico di S.Aloe, testimone di storia millenaria e di una Vibo romana simbolo di civilt à, basta un colpo d’occhio per lasciare che il tesoro del passato venga sommerso. A nascondere i preziosi ritrovamenti, infatti, ci pensano erbacce secche che trovano spazio lungo la recinzione e che si sviluppano, in parte, anche per una certa altezza, impedendo di rendere fruibili ai visitatori i resti delle domus romane. Eppure, rendere visitabile un sito archeologico di questa portata dovrebbe essere una priorit à e, tra le altre cose, renderebbe la comunit à maggiormente consapevole delle glorie del passato e, probabilmente, anche più rispettosa delle preziose ricchezze del suo patrimonio. L’area archeologica sembra essere abbandonata a se stessa, tanto è vero che dalle iniziative del tour in bus dei vari siti cittadini, il quartiere romano di S.Aloe è l’unico ad esserne rimasto escluso. Chiaramente, il sito archeologico sconta l’incuria, l’incivilt à, l’indifferenza ed il disinteresse che, per tanti &ndash o peggio – per troppi anni, hanno regnato sovrani in citt à, accanto ad amministrazioni comunali che hanno dimostrato forse maggiore interesse a creare problemi, piuttosto che a risolverli e prive di una politica programmatoria di valorizzazione della cultura e dei beni culturali. A detta del nuovo esecutivo, guidato dal primo sindaco donna, Maria Limardo, è necessario, invece, che la citt à si apra alla cultura e della stessa ne diventi testimone, promotrice e divulgatrice. In tal senso, a seguito anche del successo ottenuto dalle iniziative culturali organizzate dall’attuale amministrazione, è auspicabile che alle stesse sia assicurata continuit à, affinché non rimangano sporadiche occasioni di promozione del territorio e del patrimonio archeologico cittadino. Dunque, è affidato alla nuova amministrazione comunale l’accoglimento di questo propositivo appello di far riemergere il tesoro sommerso, nell’ambito delle più complessive linee di una sistematica politica culturale gi à positivamente avviata.

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