«A distanza di diversi mesi manca ancora un progetto. Una idea di città. Tanti spot e nient’altro, soprattutto sui social, ma poi di concreto siamo al nulla». Non usa mezzi termini Stefano Luciano, capogruppo del Partito democratico al Comune di Vibo Valentia e già candidato a sindaco per il centrosinistra, nel definire l’attività dell’attuale amministrazione guidata dal sindaco Maria Limardo in carica dallo scorso mese di giugno. Il suo è un giudizio severissimo che nasce nel vedere un esecutivo «navigare a vista in un mare in tempesta». Di alcuni assessori, Luciano confessa addirittura di non ricordare neanche il nome. Dai lavori pubblici al delicato settore dell’Urbanistica, dalla riorganizzazione degli uffici del personale dipendente alla gestione delle finanze pubbliche, dalla cura dell’Ambiente al rilancio del commercio, a parere del capogruppo dem, non si è fatto davvero nulla. E tutto finisce sotto accusa.
«Non sono a conoscenza di cantieri aperti, forse solo quella della scala mobile – confida Luciano – per non parlare poi del settore edilizio completamente fermo. Negli uffici comunali è il caos, ancora non si sa chi fa cosa. L’amministrazione sta, inoltre, predisponendo il Bilancio di previsione che dovrà essere approvato a breve, ma non sappiamo quali misure si intendano adottare per evitare un secondo tracollo finanziario, mentre attendiamo ancora il giudizio della Corte dei Conti sul Piano di riequilibrio finanziario pluriennale per evitare il secondo dissesto dell’Ente. Il commercio sta letteralmente morendo, ogni giorno purtroppo si registra in città, soprattutto su corso Vittorio Emanuele, una attività che chiude i battenti senza che l’amministrazione sia capace di proporre delle soluzioni efficaci per fermare un’autentica emorragia economica che, peraltro, sta mettendo in ginocchio intere famiglie», rincara sempre l’esponente della minoranza consiliare a Palazzo Luigi Razza, il quale non manca di sottolineare ancora che anche «la cura del verde pubblico lascia a desiderare, così come è di tutta evidenza l’abbandono delle frazioni. Basti pensare – viene puntualizzato – che non vi è alcuna politica di sviluppo sul porto che invece rappresenta il punto nevralgico per lo sviluppo socio-economico del nostro territorio. Questa, insomma, è una maggioranza che non riesce a dare contenuti alle proprie idee, non ha proposte. In pratica – spiega l’interessato – manca completamente la capacità pratica. Quella che serve per trasferire in azioni concrete l’azione di una amministrazione, sempre che ci sia. Noi, come opposizione, siamo disponibili al dialogo. Capiamo che la città sta attraversando un momento difficilissimo e, dunque, abbiamo deciso di abbandonare gli steccati. Ma in Consiglio loro sono chiusi. Non intendono ascoltare. Non prendono neanche in esame i nostri suggerimenti. Sbagliato, perché noi lavoriamo nell’interesse della collettività e dovrebbero farlo anche loro».
L’accusa più pesante, a questo punto, viene lanciata dal capogruppo contro il partito di Forza Italia, che a dire di Luciano, lavorerebbe «nell’ombra della maggioranza seguendo logiche amicali e non di interesse generale, guardano al carrierismo politico e non ai bisogni dei cittadini. Noi – chiude Luciano – privilegiamo un percorso politico serio e credibile. E non molleremo. Saremo sempre vigili e attenti. Il tempo, ne sono convinto, ci darà ragione».

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