Missione romana per il sindaco di Vibo Valentia Maria Limardo. Il primo cittadino del capoluogo, infatti, incontrerà nella giornata di oggi, 4 dicembre, il ministro della Salute Roberto Speranza. La convocazione urgente è giunta a Palazzo Luigi Razza nel tardo pomeriggio di lunedì scorso. Oggetto dell’incontro i nodi e i tanti problemi ancora irrisolti della sanità pubblica vibonese. Insieme al capo dell’amministrazione cittadina oggi al ministero della capitale ci saranno anche altri sindaci di città calabresi sedi di presidi ospedalieri mai partiti o riconvertiti in altro, ma comunque si tratta di territori comunali che, in generale, hanno forti criticità nell’erogazione dei servizi sanitari.
Cosa sarà chiesto. Nel corso del vertice romano, dunque, il sindaco non mancherà di chiedere al ministero Speranza assicurazioni in riferimento soprattutto alla costruzione del nuovo ospedale e, nello stesso tempo, nelle more della realizzazione proprio del suddetto nosocomio, saranno sollecitati anche il mantenimento e il potenziamento dell’ospedale civile Jazzolino. La Limardo, verosimilmente, chiederà sempre al ministro del governo Conte di offrire le necessarie garanzie per il buon funzionamento e il mantenimento dei Lea (Livelli essenziali di assistenza) nel territorio provinciale. Il primo inquilino di Palazzo Razza, inoltre, ha portato con sé il deliberato del consiglio comunale aperto tenutosi lo scorso 10 ottobre con all’ordine del giorno proprio lo stato della sanità vibonese. Un articolato documento nel quale, oltre a denunciare le forti criticità presenti da tempo nel Vibonese, sono state elencate anche alcune richieste finalizzate al superamento di alcuni problemi.
Nel corso del suo intervento di apertura dei lavori consiliari di allora, lo ricordiamo, la Limardo non aveva mancato di definire «semplicemente agghiacciante quello che accade nella sanità pubblica vibonese. Non c’è più tempo da perdere – denunciò con forza – Si rischia di non raggiungere addirittura i Livelli essenziali di assistenza. In una parola: a queste latitudini non è garantito il diritto alla salute». Parole, queste, che con ogni probabilità il sindaco del capoluogo oggi ripeterà con la stessa forza e determinazione anche al tavolo ministeriale al fine di ottenere risposte e tornare da Roma con la concreta possibilità che la sanità pubblica vibonese possa iniziare finalmente a compiere un positivo giro di boa.

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