La dirigente scolastica del I circolo Mimma Cacciatore non le manda di certo a dire ai rappresentanti dell’amministrazione Limardo contro i quali muove accuse precise. «Vengo costantemente umiliata, mortificata, trattata alla stregua di un nemico da combattere, solo perché faccio il mio dovere e opero con grande senso di responsabilità»: ha esordito così Mimma Cacciatore che ha denunciato una serie di problematiche, tra le altre anche strutturali, relative alle scuole vibonesi delle quali è responsabile . È un fiume in piena la dirigente scolastica ed esprime tutta la sua amarezza e delusione in merito «al silenzio delle istituzioni come unico riscontro ricevuto alla miriade di segnalazioni inviate a mezzo posta certificata».
Pomo della discordia è stata, su tutte, la scuola “Carlo Collodi” che, secondo quanto sostenuto dal primo cittadino in un comunicato pubblicato nella giornata di ieri, «è stata oggetto di appositi sopralluoghi da parte dei tecnici del comune, finalizzati a rilevarne le reali condizioni e a verificare la sua agibilità». La Cacciatore – che ha raggiunto telefonicamente la redazione di Noi di Calabria per replicare al sindaco – sul punto, ha voluto precisare che «due persone che si sono qualificate come tecnici comunali si sono recate presso l’istituto solo l’11 novembre, intorno a mezzogiorno ma – ha spiegato la dirigente scolastica – a mia insaputa, dato che non ho ricevuto alcun avviso e nessuna risposta alla pec inviata il 14 ottobre scorso. Ad oggi, ancora non so chi siano queste persone e non ne conosco neanche i nomi». In merito all’annunciato finanziamento di 550.000 euro destinato alla manutenzione della scuola di Vena Superiore, la Cacciatore ha affermato di «essere contenta per gli interventi che si effettueranno, ma – ha precisato – vorrei sapere se sono stati già individuati i locali in cui eventualmente verrà trasferita la scuola durante i lavori oppure se faremo lezione all’aperto». La replica della dirigente scolastica è dura e la reazione è quella dell’esasperazione alla quale si arriva quando si è costretti ad operare in condizioni tutt’altro che ottimali. «Ciò che vorrei capire è il motivo per il quale il Comune non abbia mai risposto alle infinite richieste da me trasmesse in merito ad una serie di problematiche gravi ed alle quali è necessario trovare soluzione prima che sia troppo tardi. Sarà mia premura – ha continuato la Cacciatore – inviare nuovamente all’ente tutta la copiosa documentazione prodotta per sollecitare, per l’ennesima volta, una risposta che sia diversa dal silenzio e metto gli stessi documenti a disposizione di chiunque voglia consultarli per verificare che sia vero ciò che dico, compresa la mia richiesta delle certificazioni sulla sicurezza degli istituti, mai pervenute da parte di Palazzo “Luigi Razza”. Perché il comune non fa lo stesso? Questi tentativi di ignorarmi e mettermi alla porta mi stancano e, nonostante ciò, continuo a svolgere il mio lavoro con passione e dedizione ed è mio dovere continuare a segnalare tutte le criticità che riguardano le scuole delle quali io sono responsabile, in quanto rappresentante legale delle stesse ed il comune lo è altrettanto per quanto di sua competenza».
E dalla documentazione fotografica che la dirigente scolastica ci ha inviato e riportata a fondo pagina, si vede che, in particolare le pareti ed il soffitto della scuola di Vena Superiore “Carlo Collodi” sono pieni di infiltrazioni e macchie di muffa che si allargano a macchia d’olio. Eppure, dal sopralluogo effettuato ad insaputa della Cacciatore dai tecnici comunali l’11 novembre scorso, secondo quanto comunicato nella nota del sindaco «al momento l’ambiente risulta salubre e qualsiasi valutazione e decisione è rimandata».
Ma la “Collodi” rappresenterebbe la punta di un iceberg dato che anche gli altri istituti del I circolo non godono certo di buona salute. Le mancate risposte ed il silenzio hanno riguardato anche la semplice richiesta di campanelle interne sia per la scuola primaria “Don Miliani” sia per quella dell’infanzia “Don Bosco Palach”, per questioni di sicurezza, in quanto – in caso di calamità – non potrà essere dato l’allarme ed i bambini rischierebbero di rimanere in aula. Queste ed altre richieste – anche se elaborate a maggio ed indirizzate all’allora commissario prefettizio Giuseppe Guetta, a detta della Cacciatore «sono state riferite anche all’assessore ai Lavori pubblici, Giovanni Russo» che sarebbe dunque informato su tutto. In più, la scuola secondaria “Don Miliani” necessita di un campanello esterno ed altrettanto urgente è l’intervento per i bagni otturati presso la “Don Bosco”. Pare non aver trovato risposta neanche la segnalazione al Comune di un cornicione pericolante presso la struttura della scuola “Buccarelli” che, alla fine – data l’inerzia dell’ente – ha reso necessaria la messa in sicurezza dello stesso da parte dei Vigili del Fuoco. «Non ho difficoltà a dire quando l’amministrazione comunale è intervenuta tempestivamente – ha detto la Cacciatore – come ad esempio nel caso di sostituzione delle maniglie di alcune aule, di un lavoro di manutenzione che ha interessato un soffitto e per mettere del silicone alle vetrate del teatro “Don Bosco”. Pertanto – ha concluso la dirigente scolastica del I circolo – attendo che questa situazione si ripiani ed auspico che si instauri un dialogo costruttivo con il Comune in virtù del raggiungimento di obiettivi condivisi e di interesse collettivo. In ultimo, invito l’ente – qualora avesse mai risposto alle mie segnalazioni – di darne dimostrazione, così come farò io».




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