È stato presentato ieri presso l’aula magna del Convitto Filangeri il nuovo libro di Tonino Ceravolo. “Mille e una notte più una” è l’ultima fatica dello scrittore che da prova di sé in una veste nuova, intima e sconosciuta. «Un libro anomalo per la scrittura di Ceravolo- spiega il direttore della comunicazione di Rubbettino Editore Antonio Cavallaro- il saggista, lo storico e l’intellettuale si mette a nudo rivelando un’umanità dolcissima e piena di sentimento che colpisce. Il coraggio di rivelare un altro lato di sé».
La storia è diversa, è forte, e racconta qualcosa che capita sempre più spesso al giorno d’oggi. La diagnosi di un male al seno che viene scoperto alla moglie dello scrittore e che sconvolge le loro vite. Un libro che non si può definire un romanzo, che è difficile da categorizzare. È muoversi tra autobiografia e ciò che autobiografia non è. Obbiettivo del volume, afferma Ceravolo, è «raccontare con le parole quello che è difficile dire, una cosa complessa che però può aiutare chi vive la stessa realtà».
Simbolo di questo racconto è la rosa, un fiore significativo che apre e chiude il racconto. E proprio da questa immagine che nasce l’idea di mettere nero su bianco la loro storia. «Da quella rosa che viene utilizzata nel consegnare l’ultimo referto medico, a una donna che di nome fa Rosa, un intreccio, un caso della vita che mi ha fatto riflettere molto» dice lo scrittore.
«Una scrittura che riporta alla penna di Gadda o addirittura di Svevo, raccontando il dolore sotto un diverso punto di vista» afferma la professoressa Caterina Scolieri, che ha effettuato un’attenta e sofisticata analisi dell’opera.
Di grande importanza la presenza della Dottoressa Anna Marotta, cardiologa e della Dottoressa Maria Grazia Arena, medico oncologo. Il loro punto di vista ha regalato una nuova chiave di lettura, soffermando la riflessione sul ruolo delle parole e della comunicazione con il paziente.
Il libro di Ceravolo è il racconto di un percorso di cura, di sopportazione, di dolore ma soprattutto di un forte sentimento. L’amore di un uomo, di un marito, più forte più della morte che impiega, forse, mille e una notte per scoprirlo. Ma che ne usa una in più per capire che questa, in fondo, è una storia di felicità.

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