Ieri, in occasione della “Giornata internazionale per i diritti delle persone con disabilità”, presso la sede dell’Archivio di stato, è stata presentata dall’Unione italiana ciechi ed ipovedenti la V edizione del calendario “Senza barriere – Insieme per un mondo senza limiti” per il 2020. Un pomeriggio importante, un momento ideale per mettere l’accento sull’importanza e la necessità di una cultura che sia accessibile a tutti e per ricordare che la libertà è un diritto inviolabile. Un’occasione per trasmettere, interiorizzare e fare propri valori quali quelli della condivisione, integrazione, inclusione sociale che permettono di aprire le porte sulla diversità intesa, non di certo come limite, ma come libertà di essere se stessi, come risorsa che diventa fondamentale per vivere insieme la comunità e sentirsi parte integrante della stessa. Ad accogliere gli ospiti sono stati i bambini della scuola dell’infanzia Babylandia che, vestiti di bianco e con il cappello natalizio in testa, hanno intonato canzoni e parlato – con il loro linguaggio – al cuore dei presenti, dimostrando loro che, spesso, dai più piccoli gli adulti hanno tanto da imparare. Babylandia, nell’occasione della celebrazione della “Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità” ha voluto omaggiare sia l’Uici sia l’associazione “Come te” di un albero di Natale, “l’albero dei diritti”, regalo realizzato dai bambini e dal forte valore simbolico. Ospite d’eccezione, il referente regionale di “Libera contro le mafie”, don Ennio Stamile, che nel suo intervento ha sottolineato che l’iniziativa promossa dall’Uici «è un’opportunità che consente di comprendere l’importanza delle attività volte all’abbattimento delle barriere di qualsiasi tipo. Questo accostamento con l’Uici – ha precisato don Ennio – è fondamentale per tendere alla democrazia ed alla libertà.
Abbattere le barriere architettoniche è importante, tanto quanto far crollare quelle erette dalla ndrangheta». Il referente di “Libera” ha poi spiegato che «si può buttare giù il muro enorme costruito dalla mentalità criminale mediante le infiltrazioni, quelle sane, quelle del mondo associativo che opera nella società e sollecita le istituzioni. Ognuno di noi – ha ricordato Don Stamile – è chiamato a fare la sua parte per raggiungere questo obiettivo, ognuno di noi è portatore del mistero dell’umanità. Ciò che vogliamo – ha concluso – è una Calabria più libera».
Abbattere le barriere architettoniche e mentali è possibile rendendo accessibile a tutti il patrimonio culturale: queste sono esperienze che abbattono il buio e che permettono la piena partecipazione alla vita della comunità e ne promuovono il suo sviluppo. Abbattere le barriere mentali, prima ancora che quelle architettoniche, significa superare la paura ed il pregiudizio, intrecciare vita e passione con quel filo rosso della libertà che è l’unico ad unire, senza legare. È stato poi il presidente dell’Uici Rocco Deluca a ringraziare i presenti e, con una metafora, anche «tutti coloro che aprono le porte, quelle dell’ascolto e dei diritti. Tutti abbiamo il diritto di essere liberi» ha evidenziato Deluca che ha poi ricordato che «i disabili sono prima di tutto persone, non diverse ma uguali, fatte tutte ad immagine e somiglianza di Cristo. E allora – ha chiesto – perché l’uomo ci deve trattare diversamente? La cecità altro non è che una patologia, ma noi siamo in grado di fare tutto: leggiamo, camminiamo, amiamo. Solo l’unione abbatte le barriere e dobbiamo rompere il muro dell’omertà per lasciare spazio alla libertà. Stateci vicini e combattiamo insieme». E poi l’augurio sentito del presidente Uici: «Che sia un Natale libero, libero da tutti i pregiudizi, libero dal concetto negativo di “diversità”». Quella di ieri è stata una giornata di festa, insomma, in cui – è il caso di dire – tutti hanno visto con il cuore.

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