Enzo Insardà ha definito senza mezzi termini l’appuntamento delle Regionali del 26 gennaio prossimo «una sfida importante». Di più: «Una battaglia seria che necessita dell’impegno di tutti. Per cambiare, per fare vincere il nostro candidato alla presidenza Pippo Callipo», ha ammonito il segretario provinciale del Partito democratico introducendo l’incontro pubblico di stamane alla Biblioteca comunale che ha visto la partecipazione dei candidati dem al consiglio regionale Luigi Tassone e Raffaele Mammoliti, nonché quella del deputato Antonio Viscomi, del commissario regionale del partito Stefano Graziano, ma soprattutto al tavolo di presidenza era seduto il vicesegretario nazionale del Pd Andrea Orlando con al suo fianco l’imprenditore calabrese Nino De Masi da sette anni costretto a vivere sotto scorta, il quale ha confidato di avere insistito molto al fine di riuscire a fare accettare «all’amico Pippo Callipo» di candidarsi per la corsa alla presidenza della Regione.
«Sono orgoglioso di essere calabrese – ha detto con fermezza De Masi – Qui non possiamo aspettare il principe. I problemi della Calabria vanno risolti dai calabresi. Vivo sotto scorta – ha aggiunto l’imprenditore – Potevo andare via, vivere altrove, ma ho deciso di rimanere qui e lottare insieme a voi perché è giusto così. Siamo noi a dovere dare una nuova etica a questa regione e possiamo farlo con un voto giusto. Quello contro le mafie». E se per Tassone il centrosinistra ha praticato il rinnovamento, «poiché in Calabria c’è bisogno di nuove energie e noi abbiamo le carte in regola per dimostrare che il centrosinistra ha fatto questo: ossia ha deciso di cambiare e innovare», per Mammoliti il Pd «ha scelto la strada della legalità. Dobbiamo combattere – ha aggiunto il segretario della Cgil dell’Area vasta Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia – per arginare la cultura qualunquista che genera l’antipolitica e la rassegnazione, ma che – ha puntualizzato Mammoliti – dà anche vita a una voglia forte di cambiare le regole del gioco. Quattro, cinque persone si sono impossessate della macchina amministrativa e politica di questa regione. Scardiniamo il sistema. Dalle recenti indagini giudiziarie emerge un quadro inquietante. Serve allora un sussulto civile. I cittadini si devono chiedere cosa serve fare per invertire la rotta. Sono loro che devono diventare protagonisti».
A queste parole ha fatto eco il parlamentare Viscomi. Quest’ultimo, utilizzando le parole di Orlando pronunciate la scorsa estate nel corso di un incontro, ha fatto presente che serviva un «rottura sentimentale con il corpo elettorale del Pd» attraverso «l’unità e il rinnovamento». Per Viscomi, quindi, il Pd ha messo in campo liste nuove dicendo basta «alla regola delle tre “p”, ossia poltrone, potere e prebende, sostituendola con quella delle tre “c”, vale a dire coerenza, credibilità, competenza».
Dopo Graziano, il quale ha parlato anche lui di «battaglia difficile che dobbiamo combattere tutti», il microfono è passato al vicesegretario Orlando, il quale ha detto che la scelta di candidare alla presidenza Callipo «rappresenta l’idea che il Pd vuole della Calabria. Una scelta di rigenerazione. Vedete, – ha aggiunto Orlando – potevamo anche noi fare finta di niente, come se tutto fosse normale. E, invece, no. Abbiamo deciso di intraprendere la strada del rinnovamento che passa proprio da Callipo. Un imprenditore che ha interpretato appieno una storia di riscatto. Il Partito democratico mette in campo Callipo per lanciare un nuovo messaggio di meridionalismo. La sua è una storia importante. L’Italia cresce – ha spiegato Orlando – se cresce anche e soprattutto il Mezzogiorno. Il Nord senza un Sud in crescita non va da nessuna parte. Noi dobbiamo riuscire a parlare alle nuove generazioni. A noi la Calabria interessa. A Salvini? Non credo. E la prova è la scelta di candidare la Santelli. Non dico nulla su di lei, ma dico che avere lasciato la candidata alla presidenza a un alleato ormai residuale (Forza Italia, ndr) è il segno più evidente che la Calabria alla Lega non interessa. La sua scelta rappresenta la solita spartizione». Tradotto per Orlando: «Le regioni importanti ai partiti importanti, le altre alle forze politiche meno importanti». Orlando ha, quindi, chiarito che l’obiettivo del Partito democratico «è quello di fare rimanere i giovani in Calabria, bisogna investire nella pubblica amministrazione. Con Callipo, dunque, diamo un segnale forte: noi vogliamo investire in Calabria. L’esempio di questa chiara intenzione è che quando ero ministro della Giustizia ho lavorato per fare diventare la Procura di Catanzaro più efficiente, portando personale e più magistrati, investendo negli uffici, perché la mafia si combatte non a parole ma con azioni concrete». Tornando infine a Callipo, l’ex ministro ha precisato che l’imprenditore vibonese «rappresenta un pezzo di Calabria che ha superato le difficoltà, che ha scommesso e scommette ancora oggi sulla Calabria. Credo, pertanto, ha concluso il vicesegretario nazionale del Pd – che Callipo possa essere il nuovo riferimento anche politico per il futuro dei calabresi».

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Vivo sotto scorta – ha aggiunto l’imprenditore – Potevo andare via, vivere altrove, ma ho deciso di rimanere qui e lottare insieme a voi perché è giusto così. Siamo noi a dovere dare una nuova etica a questa regione e possiamo farlo con un voto giusto. Quello contro le mafie». E se per Tassone il centrosinistra ha praticato il rinnovamento, «poiché in Calabria c’è bisogno di nuove energie e noi abbiamo le carte in regola per dimostrare che il centrosinistra ha fatto questo: ossia ha deciso di cambiare e innovare», per Mammoliti il Pd «ha scelto la strada della legalità. Dobbiamo combattere – ha aggiunto il segretario della Cgil dell’Area vasta Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia – per arginare la cultura qualunquista che genera l’antipolitica e la rassegnazione, ma che - ha puntualizzato Mammoliti – dà anche vita a una voglia forte di cambiare le regole del gioco. Quattro, cinque persone si sono impossessate della macchina amministrativa e politica di questa regione. 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Dopo Graziano, il quale ha parlato anche lui di «battaglia difficile che dobbiamo combattere tutti», il microfono è passato al vicesegretario Orlando, il quale ha detto che la scelta di candidare alla presidenza Callipo «rappresenta l’idea che il Pd vuole della Calabria. Una scelta di rigenerazione. Vedete, - ha aggiunto Orlando – potevamo anche noi fare finta di niente, come se tutto fosse normale. E, invece, no. Abbiamo deciso di intraprendere la strada del rinnovamento che passa proprio da Callipo. Un imprenditore che ha interpretato appieno una storia di riscatto. Il Partito democratico mette in campo Callipo per lanciare un nuovo messaggio di meridionalismo. La sua è una storia importante. L’Italia cresce – ha spiegato Orlando – se cresce anche e soprattutto il Mezzogiorno. Il Nord senza un Sud in crescita non va da nessuna parte. Noi dobbiamo riuscire a parlare alle nuove generazioni. A noi la Calabria interessa. A Salvini? Non credo. 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