Un uomo, un professionista, un capitano: Nicolas Bubas è innamorato di Vibo Valentia e, soprattutto, della maglia rossoblù che veste come una seconda pelle. Le strade della Vibonese e dell’argentino classe ‘89 si sono incrociate quattro anni fa e, da allora, sono proseguite sullo stesso binario. Umiltà, spirito di sacrificio, dedizione al lavoro ed, in particolare, attaccamento ai colori sociali sono le caratteristiche distintive del numero 19 di mister Modica che, solo in questa prima parte di campionato, ha messo la firma già su otto reti. Quattro anni con la Vibonese lo hanno reso beniamino indiscusso della tifoseria locale ed eletto, oltre che capitano, leader assoluto dentro e fuori dal campo. Ma Nicolas Bubas questa fiducia e questo calore da parte dei cittadini vibonesi se l’è conquistato con la sua genuinità e semplicità e, soprattutto, con quello stemma cucito sul cuore che lo ha portato anche a rifiutare offerte di altre squadre, preferendo sempre la grande famiglia della Vibonese. Un ragazzo che questa città ha stretto in un grandissimo abbraccio sociale, accogliendolo come uno dei propri figli, uno di quelli ai quali si vuole bene perché capace di anteporre l’essere uomo alla figura del campione. È sempre positivo il capitano e quando ieri lo abbiamo raggiunto alla fine degli allenamenti, sul campo di Vibo Marina, ci ha accolti con il solito sorriso che ha sempre stampato in viso. «Ho un grandissimo legame con questa città che fa sentire me e la mia famiglia come a casa. Vibo Valentia è casa» – ha detto Nicolas Bubas. E poi il dolce pensiero da papà: «Anche mio figlio Santiago qui si trova benissimo e frequenta la scuola, mentre mia figlia è nata proprio qui. In pratica – ha scherzato – è l’unica straniera della famiglia, lei è vibonese». In merito alla responsabilità relativa alla fascia che porta al braccio, Bubas ha dimostrato la sua stoffa da leader assoluto: «Per me è un vero onore indossarla – ha detto – ma non è cambiato nulla rispetto agli anni scorsi, è solo un valore aggiunto». Il numero 19 rossoblù ha conquistato la tifoseria a suon di gol, dopo i quali esulta sempre sotto la curva: «Lo faccio perché, oltre ad essere un calciatore della Vibonese, sono un tifoso e, dopo ogni rete, festeggio anche come tale». Ma la cosa più bella è che in tanti vorrebbero vestire i colori sociali della Vibonese. La cosa più bella è che, in una terra dalla quale i giovani scappano per cercare fortuna altrove, Vibo Valentia diventa meta ambita per i professionisti di questo sport. La cosa bella è la capacità innata che questa città ha di farsi amare da chi viene da fuori. La cosa più bella è la straordinaria accoglienza che sa riservare. E forse è da questo che dobbiamo ripartire.

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